Quattro Nuovi Successi. Quattro sentenze che condannano le banche
PUBBLICATO IL 16 NOVEMBRE 2016 IN SENTENZE 1534

LE 4 SENTENZE, CON LE CITTA' E I TRIBUNALI DOVE SI CONDANNANO LE BANCHE.

TRIBUNALE DI MACERATA

La più recente, del 2 Novembre 2016, è la Sentenza che ha riconosciuto 197.308,86 € a un'impresa con sede a Martinsicuro (Teramo). La somma, aggiunta di interessi legali e di rivalutazione monetaria, concretizza un Totale di 263.000,00 €, quale restituzione di interessi, commissioni, spese e anatocismi illegittimi, applicati per oltre 30 anni a un conto aperto nel 1980.

Il Tribunale ha condiviso le eccezioni formulate dall'Avv. Emanuele Argento centrate sul non accogliere le insistenze della Difesa della Banca nel considerare prescritte le richieste restitutorie, oltre i dieci anni dalla chiusura del conto corrente oggetto di causa.  Soprattutto il Giudice ha disposto, e confermato, il ricalcolo del saldo del conto corrente, a partire dal 1980 e fino al 2007, nonostante per diversi periodi intermedi mancassero gli estratti conto. Morale: quale credibilità hanno i Bilanci delle Banche, specie di grandi dimensioni e quotate in Borsa, se nascondono Illegittimità incamerate nel corso degli anni e che, se citati in giudizio, debbono restituire ingenti somme, con l’aggiunta di interessi Legali e rivalutazioni monetarie oltre che delle conseguenti spese Legali, e processuali?

TRIBUNALE DI LANCIANO
con sentenza n° 131\2016 il Tribunale accerta (attraverso la difesa tecnica di Gennaro Baccile e con quella legale dell'avv. Emanuele Argento) che la Banca citata in giudizio ha fatto sottoscrivere al cliente, in un contratto di mutuo dell'anno 2000, Interessi di Mora USURARI. Alla vittima però non è stato riconosciuto il beneficio dell'azzeramento degli Interessi, come prescrive la Legge (Art. 1815, comma 2° del C. C. che testualmente recita: "Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi"). Tale beneficio ha però comportato un Credito per il Cliente di € 20.742,73, anzichè un residuo debito di € 143.101,42, statuito dalla Sentenza, dopo aver decurtati circa 7.000,00 Euro dalle pretese della Banca. In sostanza si è reso necessario il ricorso in Appello per far applicare la legge. Alla fine, in soldoni, l'imprenditore ha dovuto chiudere battenti, licenziare le maestranze, senza alcuna possibilità di aiuti economici o salvataggi da altre Imprese. I banchieri invece, pur tagliando i rami sui quali poggiano la loro operatività, trovano sempre solidarietà per rinascere o ricapitalizzare, a discapito della clientela, e in definitiva dell'economia. Morale: "In alcuni ambienti giudiziari la "moral suation", costantemente alimentata da esponenti del sistema Bancario, spesso condiziona anche la mentalizzazione del potere giudiziario. In Abruzzo, come in alcuni altri Ambienti Giudiziari, si assiste ad una graduale inclinazione giurisprudenziale che danneggia fortemente la clientela bancaria, specialmente in primo grado, capovolgendo in molti casi direttrici giurisprudenziali, che si erano consolidate con forte equilibrio", sentenzia il presidente Baccile.

TRIBUNALE DI LANCIANO.2
Sempre contro la medesima Banca, lo stesso Cliente, con la difesa di Emanuele Argento e con le perizie tecniche di Gennaro Baccile, ha ottenuto giustizia nella sentenza N° 273/2016. Il Tribunale, a fronte di una richiesta di € 33.470,25, avanzata dalla Banca con Decreto Ingiuntivo, ha accertato invece un DEBITO della stessa Banca di € 109.376,08. Morale:
 la banca si ostina a restituire gli interessi Illegittimi addebitati sul conto corrente, portandoli in compensazione con il saldo del mutuo, pur sapendo che ad esito dell'Appello dovrà restituire anche il maltolto dal contratto di mutuo.

TRIBUNALE DI VASTO
Qui emerge una contraddizione. Perché, se a Lanciano il Giudice afferma che la Banca fa sottoscrivere un Tasso di Mora Usurario evitando di applicare la sanzione prevista, a Vasto, a seguito di richiesta di rinvio a giudizio, ad opera del Pubblico Mistero, sempre per USURA, praticata però da UNICREDIT, il GUP ha archiviato il tutto, con la motivazione scagionante il Presidente Dieter Rampl e altri del vertice: "perchè non potevano sapere che i loro sottoposti stessero applicando interessi usurari" (...!!!???). In altre parole, la motivazione addotta dal GUP conferma che fatto Usurario c'è stato (dal che la formula assolutoria "Il fatto non costituisce reato"!), ma non può essere addebitabile al Presidente e al vertice della Banca. G(L)UP!
Per questo la
 SOS UTENTI, che si era costituita parte civile, ha promosso ricorso in Cassazione, con fondata speranza di veder annullata la sentenza del GUP di Vasto. Le ragioni dell'Archiviazione consistono nella circostanza che il GUP non può entrare nel merito della colpevolezza o meno, riservato solo al Tribunale giudicante, ma può e deve solo filtrare la sussistenza del fumus del reato individuato dal Pubblico Ministero. Morale: di fatto, in Unicredit, l'Usura, è stata praticata!! Sarebbe anche interesse della banca che il processo venisse celebrato, proprio per il dubbio sollevato sulla propria colpevolezza. 

Intanto l'Abruzzo, secondo le Stime di SOS Utenti, vede, a tutto Giugno 2016, ben 31.753 Utenti Bancari segnalati a Sofferenza presso la Centrale Rischi, senza alcuna possibilità alle stesse di accesso al credito Legale. Questo, per un importo di ben 4.300 milioni di €, a fronte di un erogato complessivo di credito pari ad € 24.822 milioni (ivi compresi 1.226 milioni erogati alla Pubblica Amministrazione). Raffrontando il Credito classificato come "Sofferenza" con il credito in essere alle Attività private, si ha quindi un'incidenza del 18,22%, di sofferenze creditizie, rispetto al credito Erogato.
Sorbole...!!!

LA STAMPA

 Il Messaggero 16/11/2016

Il Centro 16/11/2016

LE SENTENZE NEI 4 CASI DESCRITTI

TRIBUNALE DI MACERATA

TRIBUNALE DI LANCIANO 18/03/2016

TRIBUNALE DI LANCIANO 09/06/ 2016

GIP TRIBUNALE DI VASTO

RICORSO IN CASSAZIONE, AVVERSO AL GUP di VASTO